[Rifugio della famiglia Moran]
Thomas seguì il Vecchio e la sorella nella stanza, e
chiuse rumorosamente la porta dietro di se. Il Vecchio Moran gli rivolse una
occhiata di fuoco, poi si avviò verso la sua sedia, e si accomodò, seguito
dalla figlia, che si sedette al suo fianco, leggermente in disparte.
“Se hai qualcosa da dire, giovanotto, fallo e basta.
Sai che non sopporto questo atteggiamento”.
“Sai benissimo cosa c’è!” esplose Thomas, “Ero
contrario fin dall’inizio! Una cena!” continuò, gesticolando concitato “Avremmo
dovuto prenderli e portarli nelle segrete; avremmo saputo quanto ci
interessava, e non avremmo mai più avuto fastidi da loro!” ringhiò, osservando
lo squarcio aperto dalla spada di Ziggy tra le scaglie della manica destra della
sua armatura.
“Forse,” interloquì mellifluamente la sorella, “ma
devi ammettere che quegli uomini si sono dimostrati pieni di risorse;
personalmente non avrei rischiato di portarli all’interno dei nostri
possedimenti. Inoltre, concordo con papà sul fatto che le risorse valide non
debbano essere sprecate.”
“Ora basta!” disse il Vecchio con un tono che non
ammetteva repliche. “Ho preso atto da tempo delle vostre opinioni, ma ho i miei
motivi per aver fatto quello che ho fatto”
“Ma lasciarli vivi! Dopo che...”
“Ora basta!” ripete in maniera minacciosa il Vecchio. “Se sono ancora vivi, stai sicuro che c’è un motivo. Ora calmati, e siediti”, aggiunse in tono più condiscendente, “è il momento che vi metta a parte di alcuni piani”.
[Dal diario
di Anton DeVries, comandante delle Ombre, distaccamento di Eliax]
Rimasi ad attendere gli uomini a lungo; ringraziando
gli dei, riuscii a nascondermi abbastanza bene da non attirare attenzioni
indesiderate, ma ero piuttosto nervoso, visto che non riuscii a vedere nulla
fino a oltre la mezzanotte. Doveva essere circa la prima ora, quando dei rumori
attrassero la mia attenzione; un frettoloso tramestio proveniva dalla parte
posteriore della taverna. Mi feci coraggio, e mi avvicinai quanto più
silenziosamente potei alla fonte dei rumori. Quello che vidi mi gelò il sangue;
alla luce di una lanterna, degli uomini stavano portando dei corpi fuori
dall’uscita posteriore della locanda. Seguii il gruppo da lontano; i corpi
vennero abbandonati in un vicolo poco distante, e li lasciati, al buio. Attesi
alcuni minuti, senza notare altri rumori, quindi decisi di arrischiarmi allo
scoperto. Accesi una candela, e mi avvicinai cautamente; si trattava, come
temevo, dei nostri uomini, ma notai con sollievo che respiravano ancora. Erano
comunque piuttosto pesti e malconci, e privi dei loro beni; ci misi qualche minuto
per fare loro riprendere conoscenza, ed una volta riuscitoci li esortai a
seguirmi silenziosamente, rimandando a dopo ogni spiegazione.
Ah gli ho poi fatto male a quel bestione eh??? GRHGRHGRHGHRGHRGHRGH!!!!
RispondiEliminaPeccato che non sia stato lui a cadere per terra: con la giostra del "disarma - riarma" gli avrei fatto passare ogni voglia di romperci le scatole! SGRUNF!
Ma... ma... vi lascio soli una sera e mi ritrovo con lo zaino vuoto?!?!'!?! AAAAAHHHHHHHRRRRRRGGGGGHHH!
RispondiEliminaSono ansiosa che arrivi martedì per sentire cosa avete da dire....
Fosse solo lo zaino... abbiamo perso armi, armature e tutto il resto!
RispondiEliminaMa quelli ce la pagano, parola di Aaron!
E poi ci pensano le Ombre a riarmarci, che problema c'è?
RispondiEliminaMa quanto ottimismo! Bravi! :)
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