Prologo

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"L'Impero di Lammathar si erge glorioso da mille anni; datemi la vostra fedeltà, ed il nostro mondo non vedrà mai la sua caduta!"
Così sire Helmut Garth festeggiava la sua ascesa al trono nel 914, quando assunse il nome di Imperatore Connor VI. Dopo la morte del padre, il compianto Imperatore Connor V, caduto per liberare le nostre terre dai maledetti Rashii, le grandi capacità del suo primogenito aprono nuove prospettive di benessere per tutti noi.

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(Dal 12° libro del Compendio Storico - politico dell'Impero, di Gailan Shanter, consigliere di corte e Primo Incantatore)

mercoledì 20 febbraio 2013

Dal racconto di Brita...

Mi risvegliai supina, e la mia tempia destra pulsava, di un dolore sordo e continuo. Provai a muovermi, ma mi resi conto di essere legata mani e piedi ed imbavagliata; fu allora che la sentii. Non dimenticherò mai quella risata, finché avrò vita; bassa, gracchiante, e talmente malevola da farmi rabbrividire. Mi voltai, e vidi Marcus Jaxan, colui che si faceva chiamare V, ed il suo tirapiedi Axel Rakos, in piedi a pochi metri da me, che mi sovrastavano.
“Ben svegliata, Brita. Mi dispiace per tutto questo” disse Jaxan, ed il suo tono era quasi sincero. Con un gesto impose il silenzio all’altro, colui che aveva prodotto quell’orribile verso.
“Vedi, purtroppo non posso restare oltre a Thalmas; ho un credito da riscuotere altrove” e, dicendo questo, il suo tono si fece invece gelido e tagliente “, ma non posso andarmene lasciando dietro dei, diciamo così, debiti da saldare.”
Mentre parlava, volsi la testa per capire dove mi trovavo, e vidi mio fratello, a terra, alla mia destra; era steso a faccia in giù e legato, come me, ma non si muoveva. L’uomo che si faceva chiamare V si avvicinò a lui, e si inginocchiò.
“I Corvi Neri potrebbero crearmi dei fastidi, e così ho deciso, come dire, di morire. E Bravia mi aiuterà.”
Parlava come se stesse recitando una parte, e, mentre lo faceva, estrasse il suo pugnale dal fodero, alzò la testa di mio fratello prendendola per i capelli, e, dicendo “Addio Bravia” gli tagliò la gola.

Brita restò in silenzio per qualche secondo.

Urlai impotente con quanto fiato avevo in corpo, ma lo stretto bavaglio impedì che si sentisse più di un lamento soffocato. Fu come se il cuore mi venisse strappato a forza dal petto.
Jaxan si alzò, e fece un cenno a Rakos, il quale iniziò a spogliare il corpo di mio fratello, poi proseguì nella recita.
“Purtroppo per inscenare una morte credibile serve un corpo, e Bravia era quello che più era adatto allo scopo. Mi rattrista perdere due combattenti così abili, ma mi consola il fatto che la sua morte servirà alla causa della Vendetta.”
Jaxan continuava a parlare, mentre il suo sgherro vestiva mio fratello con gli abiti che lo stesso Jaxan usava portare come Vendetta.
“Sai, Brita, la tua perdita è quella che rimpiangerò maggiormente; perché tu sei solo una vittima degli eventi, non hai alcuna colpa, e mi hai sempre servito fedelmente. Ma so bene che il tuo cuore ti avrebbe impedito di accettare la scomparsa di Bravia senza rivoltare la città. E non posso permetterlo.”
Mio fratello era stato rivestito, e Jaxan si tolse l’anello che aveva sempre portato, un cerchio d’oro con una pietra verde incastonata, e lo mise al dito di Bravia.
Poi si diresse verso di me, e sembrava quasi commosso. Tirò fuori il coltello, e dicendo “Addio Brita” me lo affondò nel cuore.
Ero impotente ed osservavo la morte camminarmi incontro; ho sentito la lama del coltello che lentamente scavava tra le mie costole, aprendosi un varco nelle carni. Non mi sono mai chiesta perché non abbia tagliato la gola anche a me, se per follia o pietà; non mi interessa.
Mentre lentamente scivolavo nel buio, sentii qualcuno che mi sollevava, ed udii dei rumori come di vetro rotto, ed il crepitare di un fuoco. Poi più nulla.
Mi risvegliai in un sudicio letto, con la ferita fasciata alla bell’e meglio. Una coppia di anziani che viveva lungo il fiume mi aveva trovato in un’ansa, più morta che viva. Quando potei alzarmi dal letto e tornare in città, erano passati cinque giorni dalla morte di Bravia.
Da allora, non ho fatto altro che inseguire le tracce di quell’uomo, perché un giorno riuscirò a guardarlo in faccia ed a dirgli “Addio, mostro” mentre gli staccherò gli arti uno ad uno.

TaDaa!


Riassunto della sessione di ieri sera.

I personaggi seguono Anton fino alla bottega di Mastro Syndar, il quale li accoglie con piacere, affermando di non credere minimamente alla veridicità delle accuse contro le Ombre ed Udo.
Anton è molto lieto che i personaggi non abbiano fatto domande sul messaggio mentale ricevuto, e si fa raccontare cosa è successo al gruppo, venendo a sapere del passaggio segreto nelle fogne e del covo di V, ed a sua volta li aggiorna su quanto è accaduto dopo la loro discesa nel sistema fognario (vedi Piano di V), raccontando della presunta uccisione di 7 guardie cittadine da parte del gruppo di Ulrich. Dopo essersi rinfrancati con bevande generosamente offerte da Syndar, Anton conduce i personaggi al magazzino segreto delle Ombre, ove il gruppo può riarmarsi; l’incantatore offre al gruppo anche due pozioni di guarigione dalla propria scorta personale, che valgono approssimativamente 200 corone. Ritornati da Mastro Syndar, i personaggi forniscono ad Anton una falsa informazione, per mettere alla prova la sua affidabilità; affermano di avere sentito dire, nel rifugio sotto le fogne, un riferimento al fatto che il magistrato inquisitore che sta seguendo il caso delle Ombre è al soldo dell’organizzazione. Anton ringrazia il gruppo, e mentre questi finalmente si godono il meritato riposo, l’incantatore esce per indagare su quanto dettogli dai cinque.
Il gruppo si risveglia intorno alla prima ora pomeridiana del 19 Gennaio, e dedica diverso tempo a riassestarsi ed a medicare tagli e ferite dei giorni precedenti; Syndar poi provvede a rifocillarli con un semplice ma gustoso spezzatino di pollo. Durante il pranzo il gruppo viene raggiunto da Anton, il quale li ragguaglia sull’esito delle proprie indagini. Non sembrano esserci scheletri nell’armadio di Sandor Lassiter, il magistrato inquisitore incaricato del giudizio di Udo, almeno non qualcosa di cui sia immediato trovare riscontri, come giudizi affrettati o eccessivamente contrari al corpus legale imperiale. Racconta però di avere scoperto una cosa curiosa; nelle sue ricerche è riuscito a parlare brevemente con una delle guardie scampate allo scontro con Ulrich. Si tratta di un giovane non particolarmente coraggioso ne brillante, il quale racconta che quel giorno avevano ricevuto espliciti ordini dal Capitano della guardia cittadina, di pattugliare con attenzione la zona dei Northdock, i moli nord.
I personaggi decidono allora di lasciare Anton e di recarsi dal Capitano delle guardie cittadine per tendergli un tranello; gli riveleranno di avere scoperto un passaggio segreto nelle fogne, che porta al rifugio segreto della famiglia Moran. Mentre si recano alla fortezza, Mauriel nota che qualcuno sta seguendoli; cerca di ingannare l’inseguitore separandosi dal resto del gruppo, ma la persona sembra essere sparita. I cinque infine si riuniscono di fronte alla Fortezza; entrano nello spazio pubblico, seguiti dagli sguardi sospettosi delle guardie cittadine, ed ottengono con difficoltà la possibilità di parlare con Harold Teyrn, capo delle guardie cittadine. Questi ascolta quanto i personaggi hanno da dire, e, seppur non pienamente convinto della veridicità delle affermazioni del quinquetto, decide comunque che possa valere la pena sottoporre la questione al Consigliere Loch, il più acerrimo sostenitore della necessità di sradicare la piaga della corruzione dalla città. Il gruppo viene così accompagnato da Teyrn e da altre 3 guardie alla presenza del Consigliere; quasi immediatamente, Brita accusa un malore ed esce. I restanti quattro membri del gruppo vengono interrogati dal Consigliere, dopo che Teyrn lo ha informato delle vostre asserzioni. L’incontro si conclude con una proposta; la città si impegna a corrispondere ai personaggi il pagamento di una taglia di 200 corone ed a interessarsi direttamente nel giudizio di Udo, ed in cambio i personaggi si impegnano a condurre un gruppo di guardie cittadine la dove dichiarano essere il covo dei Moran, ed a supportarli in ogni maniera possibile.
Quando i personaggi escono nel cortile pubblico della Fortezza, trovano Brita che li prega di seguirli nuovamente a casa di Mastro Syndar, perché deve dire loro una cosa importante. Pur riluttanti, si recano di nuovo alla bottega e lì, al riparo da orecchie indiscrete e di nascosto dallo stesso Anton, Brita rivela il suo passato.

Alla fine di una sessione ben giocata, i personaggi raggiungono ben 2560 PX, ma restano con un grosso problema; e adesso?

lunedì 18 febbraio 2013

Pozioni e mirabilia

Ho aggiornato la pagina delle informazioni sull'ambientazione (specificamente la sezione delle Sei Chiese) e le traduzioni degli incantesimi, con quanto riguarda il commercio delle pozioni.

C.

mercoledì 6 febbraio 2013

Mentre siete svenuti...



[Rifugio della famiglia Moran]


Thomas seguì il Vecchio e la sorella nella stanza, e chiuse rumorosamente la porta dietro di se. Il Vecchio Moran gli rivolse una occhiata di fuoco, poi si avviò verso la sua sedia, e si accomodò, seguito dalla figlia, che si sedette al suo fianco, leggermente in disparte.
“Se hai qualcosa da dire, giovanotto, fallo e basta. Sai che non sopporto questo atteggiamento”.

“Sai benissimo cosa c’è!” esplose Thomas, “Ero contrario fin dall’inizio! Una cena!” continuò, gesticolando concitato “Avremmo dovuto prenderli e portarli nelle segrete; avremmo saputo quanto ci interessava, e non avremmo mai più avuto fastidi da loro!” ringhiò, osservando lo squarcio aperto dalla spada di Ziggy tra le scaglie della manica destra della sua armatura.

“Forse,” interloquì mellifluamente la sorella, “ma devi ammettere che quegli uomini si sono dimostrati pieni di risorse; personalmente non avrei rischiato di portarli all’interno dei nostri possedimenti. Inoltre, concordo con papà sul fatto che le risorse valide non debbano essere sprecate.”

“Ora basta!” disse il Vecchio con un tono che non ammetteva repliche. “Ho preso atto da tempo delle vostre opinioni, ma ho i miei motivi per aver fatto quello che ho fatto”

“Ma lasciarli vivi! Dopo che...

“Ora basta!” ripete in maniera minacciosa il Vecchio. “Se sono ancora vivi, stai sicuro che c’è un motivo. Ora calmati, e siediti”, aggiunse in tono più condiscendente, “è il momento che vi metta a parte di alcuni piani”.



[Dal diario di Anton DeVries, comandante delle Ombre, distaccamento di Eliax]

Rimasi ad attendere gli uomini a lungo; ringraziando gli dei, riuscii a nascondermi abbastanza bene da non attirare attenzioni indesiderate, ma ero piuttosto nervoso, visto che non riuscii a vedere nulla fino a oltre la mezzanotte. Doveva essere circa la prima ora, quando dei rumori attrassero la mia attenzione; un frettoloso tramestio proveniva dalla parte posteriore della taverna. Mi feci coraggio, e mi avvicinai quanto più silenziosamente potei alla fonte dei rumori. Quello che vidi mi gelò il sangue; alla luce di una lanterna, degli uomini stavano portando dei corpi fuori dall’uscita posteriore della locanda. Seguii il gruppo da lontano; i corpi vennero abbandonati in un vicolo poco distante, e li lasciati, al buio. Attesi alcuni minuti, senza notare altri rumori, quindi decisi di arrischiarmi allo scoperto. Accesi una candela, e mi avvicinai cautamente; si trattava, come temevo, dei nostri uomini, ma notai con sollievo che respiravano ancora. Erano comunque piuttosto pesti e malconci, e privi dei loro beni; ci misi qualche minuto per fare loro riprendere conoscenza, ed una volta riuscitoci li esortai a seguirmi silenziosamente, rimandando a dopo ogni spiegazione.
 

Contusi e felici


La scazzottata di ieri sera, anche se vi ha lasciati letteralmente a terra, vi ha permesso di arrivare a 2460 PX a testa. Il traguardo del livello  ancora lontano, ma si avvicina inesorabilmente.