Mi risvegliai supina, e la mia tempia destra pulsava, di un dolore sordo e continuo. Provai a muovermi, ma mi resi conto di essere legata mani e piedi ed imbavagliata; fu allora che la sentii. Non dimenticherò mai quella risata, finché avrò vita; bassa, gracchiante, e talmente malevola da farmi rabbrividire. Mi voltai, e vidi Marcus Jaxan, colui che si faceva chiamare V, ed il suo tirapiedi Axel Rakos, in piedi a pochi metri da me, che mi sovrastavano.
“Ben svegliata, Brita. Mi dispiace per tutto questo” disse Jaxan, ed il suo tono era quasi sincero. Con un gesto impose il silenzio all’altro, colui che aveva prodotto quell’orribile verso.
“Vedi, purtroppo non posso restare oltre a Thalmas; ho un credito da riscuotere altrove” e, dicendo questo, il suo tono si fece invece gelido e tagliente “, ma non posso andarmene lasciando dietro dei, diciamo così, debiti da saldare.”
Mentre parlava, volsi la testa per capire dove mi trovavo, e vidi mio fratello, a terra, alla mia destra; era steso a faccia in giù e legato, come me, ma non si muoveva. L’uomo che si faceva chiamare V si avvicinò a lui, e si inginocchiò.
“I Corvi Neri potrebbero crearmi dei fastidi, e così ho deciso, come dire, di morire. E Bravia mi aiuterà.”
Parlava come se stesse recitando una parte, e, mentre lo faceva, estrasse il suo pugnale dal fodero, alzò la testa di mio fratello prendendola per i capelli, e, dicendo “Addio Bravia” gli tagliò la gola.
Brita restò in silenzio per qualche secondo.
Urlai impotente con quanto fiato avevo in corpo, ma lo stretto bavaglio impedì che si sentisse più di un lamento soffocato. Fu come se il cuore mi venisse strappato a forza dal petto.
Jaxan si alzò, e fece un cenno a Rakos, il quale iniziò a spogliare il corpo di mio fratello, poi proseguì nella recita.
“Purtroppo per inscenare una morte credibile serve un corpo, e Bravia era quello che più era adatto allo scopo. Mi rattrista perdere due combattenti così abili, ma mi consola il fatto che la sua morte servirà alla causa della Vendetta.”
Jaxan continuava a parlare, mentre il suo sgherro vestiva mio fratello con gli abiti che lo stesso Jaxan usava portare come Vendetta.
“Sai, Brita, la tua perdita è quella che rimpiangerò maggiormente; perché tu sei solo una vittima degli eventi, non hai alcuna colpa, e mi hai sempre servito fedelmente. Ma so bene che il tuo cuore ti avrebbe impedito di accettare la scomparsa di Bravia senza rivoltare la città. E non posso permetterlo.”
Mio fratello era stato rivestito, e Jaxan si tolse l’anello che aveva sempre portato, un cerchio d’oro con una pietra verde incastonata, e lo mise al dito di Bravia.
Poi si diresse verso di me, e sembrava quasi commosso. Tirò fuori il coltello, e dicendo “Addio Brita” me lo affondò nel cuore.
Ero impotente ed osservavo la morte camminarmi incontro; ho sentito la lama del coltello che lentamente scavava tra le mie costole, aprendosi un varco nelle carni. Non mi sono mai chiesta perché non abbia tagliato la gola anche a me, se per follia o pietà; non mi interessa.
Mentre lentamente scivolavo nel buio, sentii qualcuno che mi sollevava, ed udii dei rumori come di vetro rotto, ed il crepitare di un fuoco. Poi più nulla.
Mi risvegliai in un sudicio letto, con la ferita fasciata alla bell’e meglio. Una coppia di anziani che viveva lungo il fiume mi aveva trovato in un’ansa, più morta che viva. Quando potei alzarmi dal letto e tornare in città, erano passati cinque giorni dalla morte di Bravia.
Da allora, non ho fatto altro che inseguire le tracce di quell’uomo, perché un giorno riuscirò a guardarlo in faccia ed a dirgli “Addio, mostro” mentre gli staccherò gli arti uno ad uno.
