Prologo

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"L'Impero di Lammathar si erge glorioso da mille anni; datemi la vostra fedeltà, ed il nostro mondo non vedrà mai la sua caduta!"
Così sire Helmut Garth festeggiava la sua ascesa al trono nel 914, quando assunse il nome di Imperatore Connor VI. Dopo la morte del padre, il compianto Imperatore Connor V, caduto per liberare le nostre terre dai maledetti Rashii, le grandi capacità del suo primogenito aprono nuove prospettive di benessere per tutti noi.

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(Dal 12° libro del Compendio Storico - politico dell'Impero, di Gailan Shanter, consigliere di corte e Primo Incantatore)
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giovedì 27 giugno 2013

Martedì 25/6

La mattina del 6 Febbraio, Harold Teyrn arriva a Casa Delshow per conferire con Udo ed i suoi; il capitano della Guardia Cittadina vuole assumere le Ombre.

Da mesi una banda di predoni attacca in maniera sempre più aggressiva i convogli merci che passano lungo la via Meekton, creando grossi problemi di approvvigionamento per la capitale. Molte voci già si levano contro l’incapacità delle autorità cittadine di risolvere il problema; sono venuto a conoscenza che anche un contingente dell’esercito imperiale è stato impegnato in ricerche sulle alture ad Ovest di Lesiar, ma senza successo. Delle carovane attaccate, solo una persona è sopravvissuta per raccontare quanto accaduto; questi predoni sono estremamente precisi, sanno chi colpire e quando, hanno ignorato un convoglio-trappola appositamente allestito dalla capitale, ed hanno colpito quasi tutte le carovane che viaggiavano con una scorta limitata per non attirare l’attenzione. Io ho intenzione di organizzare un altro convoglio-trappola, stavolta da Eliax, e con un elemento sorpresa in più. Un gruppo di voi si accamperà a nord di Eliax, in vicinanza della Meekton ma lontano a sufficienza per non essere individuato da viaggiatori occasionali. Dopo un paio di giorni, da Eliax partirà una carovana di generi di consumo, per la quale il proprietario ha già chiesto l’aiuto della guardia cittadina. Vi farete riconoscere da questa carovana con un documento riportante il mio sigillo personale (tutte le guardie potranno riconoscerlo), quando questa avrà già lasciato la città ma non avrà ancora superato il giorno di viaggio, e vi nasconderete all’interno dei carri. Se le cose procedono come al solito, questa carovana verrà attaccata dai predoni, visto che consiglierò al mercante una scorta limitata per non attirare l’attenzione, ed a quel punto entrerete in azione. E’ imperativo riuscire a fare prigionieri, per scoprire chi sono questi predoni e dove si nascondono.

I personaggi accettano di fare parte dell’operazione, e seguendo le indicazioni di Teyrn partono la mattina del giorno seguente, il 7 Febbraio, accompagnati da Nikolas. uno dei cadetti, in direzione ovest. Il gruppo piega poi a nord, e dopo un viaggio di circa una giornata, durante il quale guadano il fiume Vyneae, arriva in prossimità della via Meekton. Il tempo scorre lentamente nella foresta, quando si attende per un appuntamento, ma finalmente intorno a mezzogiorno del 9 Febbraio ecco comparire l’attesa carovana. I personaggi si fanno riconoscere come da accordi, e le guardie si mettono al loro servizio, anche se di malavoglia. Nikolas a questo punto saluta i personaggi e si dirige, con i cavalli del gruppo, alla volta di Ataxia, mentre Aaron, Bolt, Brita, Mauriel e Ziggy si nascondono a bordo dei 3 carri. La prima decisione del gruppo, è di procedere lungo la strada, e di evitare le soste alle Stazioni, per poi accamparsi all’aperto non appena giunti al tramonto. Così fanno; dopo alcune ore di viaggio, un po’ prima della settima ora di sera le guardie scorgono, sulla destra della strada, uno spiazzo adatto a fare campo, ed ivi la carovana si prepara a passare la nottata. Mentre le 4 guardie cittadine di scorta si organizzano per i turni, ed i 3 uomini alla guida dei carri si occupano della cena, i 5 mercenari pianificano le loro mosse per la notte; decidono di concentrarsi su di un carro, restando in 3 al riparo del telone che lo copre, ed in 2 nascosti sotto il pianale, e di organizzare dei propri turni di guardia. Alla ventunesima ora, il campo sprofonda nel silenzio del riposo notturno.
Intorno alla prima ora della notte del 10 Febbraio, Bolt ode un rumore provenire dal folto della foresta. Fa appena in tempo a svegliare i suoi compari, ed ecco che dal folto degli alberi intorno cominciano ad arrivare proiettili che, sibilando, attraversano il campo colpendo le guardie. E’ arrivato il momento di onorare il proprio contratto, e quindi i cinque avventurieri attaccano gli avversari nascosti tra gli alberi; Bolt e Mauriel, usando le loro abilità di arcieri, Brita e Ziggy, sfruttando la loro competenza nel corpo a corpo, ed Aaron fornendo il supporto dei propri poteri e della propria magia. In poche decine di secondi, i personaggi, guidati dagli acuti sensi della mezz’elfa, riescono a raggiungere ed abbattere un primo bandito, e dopo poco più di un minuto, anche colui che sembra essere il capo cade morto sotto i pesanti colpi di Bolt e Ziggy. Mentre gli assalitori battono disordinatamente in ritirata, Brita, ricordando la richiesta di Harold Teyrn, riesce a catturare ed immobilizzare un terzo predone.

L'attacco è respinto con grande successo; nessun caduto, una guardia salvata da sicura morte grazie al potere della divina Iomedae, ed un bandito prigioniero, permettono ai personaggi di raggiungere quota 5200 PX.

mercoledì 29 maggio 2013

Martedì 28/5

Dopo una nottata di sonno, i personaggi si riuniscono al tavolo della colazione, e qui decidono di indagare sulle voci di rafforzamento della sicurezza raccolte al “Puledro Impennato”, sperando di scoprire l’occasione di alzare qualche corona extra. Aaron si reca al tempio di Iomedae, e chiede al locale Chierico Anziano se sia a conoscenza di qualcuno bisognoso della protezione della dea; Mauriel, Bolt e Ziggy si fanno invece indicare da Nisko, il tuttofare delle Ombre di Marthel, la zona delle botteghe, e raggiuntala, provvedono ad equipaggiarsi, chiedendo lumi sulle tratte mercantili elfiche. Brita, infine, si reca al palazzo di Lyravvendelar, dove Phyler la attende per raccogliere i racconti della mezz’elfa ed aiutarla nella sua ricerca delle proprie origini. Le risposte sono univoche; al di là delle chiacchiere da taverna, non ci sono stati veri e propri problemi sulla tratta commerciale da Marthel ad Eliax (fatti salvi gli usuali problemi di banditaggio); i problemi sono arrivati quasi tutti quando ormai le merci erano uscite dal territorio del baronato di Nascath. E’ vero che, in maniera decisamente irrituale, l’Alta guardia ha scortato personalmente almeno due spedizioni, ma secondo Mark Lonner, il capo delle Ombre di Marthel, dietro probabilmente c’è “solo” uno scambio di favori, più che la necessità, da parte degli elfi, di proteggere un proprio interesse.
Phyler, lo storico di Lyravvendelar, durante la propria conversazione con Brita ascolta con molto interesse quanto la giovane ha da raccontare; il vecchio elfo si rammarica delle reticenze della giovane, ma con fare paterno non approfondisce, e si dichiara desideroso di sapere i dettagli solo quando la giovane vorrà e potrà raccontarli. Dal canto suo, Brita ottiene l’assicurazione da parte dello storico di cercare negli archivi elfici qualche informazione sul proprio padre elfico.
Nel pomeriggio Mauriel torna da un mercante d’armi di fattura elfica, per perfezionare il suo ordine di unarco corto con caratteristiche eccezionali; alla fine, si accorderanno per uno splendido arco in tasso elfico con intarsi in argento, che costerà all’halfling la modica cifra di 500 corone (delle quali Mauriel ne anticipa 70). Brita si reca invece da Samus Peck per raccontargli dell’interesse apparentemente manifestato da Phyler per la loro avventura con Axel Rakos; il Capitano Fariah non ritiene particolarmente grave il fatto che l’elfo fosse interessato all’arresto di un mago rinnegato, poiché gli elfi sono dispensati dal sottostare alle restrizioni imperiali sull’uso della magia. Promette comunque di fare qualche domanda alla Comandante della Guardia Cittadina, Frances Giral, sull’affidabilità degli elfi locali.
Il gruppo si reincontra nel tardo pomeriggio, e decide di lasciare perdere le indagini sui briganti locali, per rientrare ad Eliax; passa così un’altra notte, nella quale Brita approfitta nuovamente della vigoria del Capitano Peck.
Giunta la mattina del 1 Febbraio, i personaggi salutano Nisko e Mark Lonner, i loro ospiti, e raggiungono intorno alle 10:00 il molo 26, dove Samus Peck li attende con il prigioniero, i suoi 3 uomini ed un gruppo di guardie cittadine, mentre una nave da guerra sta terminando la manovra di accosto. Il Capitano Fariah però li accoglie con gravi notizie; durante la notte, Bernard Loch è riuscito a fuggire. Secondo le prime informazioni, sembra che abbia convinto una guardia ad aprirgli la cella, e con il suo aiuto si sia allontanato indisturbato dalle prigioni. Sulle tracce dell’ex consigliere si è messa la stessa Giral, con un drappello di 10 guardie cittadine ed una muta di cani; secondo il Fariah, il fuggitivo non farà molta strada, la donna sembra davvero sapere il fatto suo.
Tra i personaggi si tiene un breve conciliabolo; Brita è combattuta, vorrebbe inseguire Loch ma teme ancora la sua maledizione. Aaron e Ziggy sono anche disposti ad aiutarla nella sua ricerca, ma alla fine la giovane decide che la mossa migliore sia di tornare ad Eliax per risolvere il problema della maledizione, prima di gettarsi all’inseguimento del fuggitivo. Così, il gruppo si imbarca; da lì a breve la nave lascia il porto per unirsi ad una seconda unità, in attesa al largo, e fare rotta verso Eliax a vele spiegate.
Le navi arrivano alla loro destinazione alle 11:00 del 5 Febbraio; Peck saluta i personaggi, ed augura loro buona fortuna. Promette anche a Brita di interessarsi personalmente dell’interrogatorio di Rakos, per strappargli ogni informazione utile sulla sua maledizione. Mentre il gruppo si incammina dal molo verso Casa Delshow, è testimone dell’impressionante imbarco del resto della compagnia di Peck sulle due navi da guerra, che da lì a breve partiranno definitivamente per il porto militare di Burak.
Al rientro a casa Delshow, il gruppo viene accolto calorosamente da Udo, il quale si dichiara contento di vederli indietro sani e salvi, e si scusa per gli eventi delle ultime settimane:
Vi chiedo perdono per come sono andate le cose. Ho lasciato che foste coinvolti più del necessario in faccende molto pericolose. La magia, nonostante quello che molti possono credere, non è morta, e molti suoi utilizzatori si aggirano per le terre del continente. Anche io, come voi, conducevo una vita più tranquilla prima di esserne coinvolto. Ma ciò che è stato è stato. Anton è partito alla ricerca di informazioni su una grave minaccia di cui lui ed io siamo a conoscenza, ma della quale non voglio dirvi nulla, per la vostra sicurezza. Se vorrete interessarvene, potrete trovarlo nel paese di Gorgol, nella zona dei Grandi Laghi di Gelin. Ma potrete deciderlo liberamente.
Quindi i personaggi ricevono un giorno di licenza per svolgere eventuali commissioni o impegni derivanti dalla lunga assenza; la giornata viene trascorsa discorrendo sulla possibilità di creare un distaccamento indipendente delle Ombre, cosa che Udo caldeggia, tanto da scrivere lui stesso una lettera per Konrad Karben, il Comandante in capo delle Ombre a Lesiar, nella quale loda le capacità dei personaggi, e ne propone uno per la promozione a Comandante.

Si conclude così il capitolo dello scontro con Vendetta e l'incontro con i Fariah. L'esperienza guadagnata dai personaggi si manifesta nel raggiungimento del quinto livello, a quota 4750 PX.

sabato 18 maggio 2013

Martedì 14/5


La carovana dei nove viaggiatori con 4 prigionieri muove indietro alla volta di Marthel, la capitale del baronato di Nascath. La strada è ben battuta, ed il viaggio prosegue senza incidenti di rilievo per 2 giorni, durante i quali il gruppo incrocia occasionali carovane di mercanti, viaggiatori solitari e rapide staffette dei Corrieri Imperiali; tutti osservano la curiosa carovana con interesse, ma non osano fare domande, intimoriti dalla presenza dei Fariah. Durante il tragitto, Samus Peck ed i suoi tengono costantemente sotto sorveglianza i prigionieri, che restano ammanettati durante tutta la strada, e non parlano molto con i compagni di avventura; Brita riesce comunque a sapere che i prigionieri verranno caricati su due navi militari in arrivo al porto di Marthel, e condotti alla città-fortezza di Burak, a nord di Eliax lugo la costa, per essere interrogati ed infine giustiziati. Peck promette alla giovane mezz’elfa di seguire personalmente il giudizio di Bernard Loch, e di avvertirla quando verrà il momento dell’esecuzione della sentenza. La comitiva si accampa all’aperto per due notti, dietro esplicita di richiesta di Samus Peck, il quale non vuole mischiarsi con i civili e rischiare problemi di sorta. E la seconda notte, forse l’ultima passata insieme, finalmente il Capitano Fariah si concede alla passione con Brita.
Intorno alle 11:00 del 30 Gennaio, finalmente le Ombre ed i Fariah entrano nelle mura di Marthel, la Città Bianca. Quasi subito, Peck dà ordine ai 3 Fariah di scortare i prigionieri alle prigioni cittadine e di attendere alla loro custodia, e consegna ai personaggi le 50 corone a testa per il compimento della missione. Dopo avere offerto ai mercenari un passaggio sulle navi militari che arriveranno da lì a 2 giorni, si congeda dal gruppo con un sorriso per Brita. I cinque avventurieri decidono di chiedere ospitalità al ramo locale delle Ombre, e dopo aver girovagato per un’ora e mezza per le strade della capitale, arrivano ad un ricco palazzo in marmo.
Durante il giro per la città, i personaggi si accorgono che Marthel è un luogo molto diverso da Eliax; è una città viva e operosa, ma le ampie strade costeggiate da numerosi lampioni ad olio, le case di piccole e medie dimensioni, riccamente decorate con stucchi e marmi, ed il porto, pulito ed ordinato, parlano di un ritmo di vita molto più rilassato e di una opulenza decisamente maggiore. E la presenza degli elfi per le strade della città, discreta ma comunque eccezionale per uno straniero, comtribuiscono a creare un’atmosfera di irrealtà.
Dopo aver bussato al palazzo delle Ombre di Marthel, il gruppo viene ricevuto da un attendente con una divisa in velluto blu scuro, pulita e stirata. Nisko, questo il suo nome, accoglie il gruppo e li conduce alla sala da pranzo, dove i personaggi si rifocillano mentre alcuni servitori si occupano dei bagagli e della preparazione dei bagni e delle brande. Durante il loro pranzo, vengono raggiunti da Mark Lonner, il comandante delle Ombre di Marthel, che da loro il benvenuto; per soddisfare la curiosità dei personaggi, dice loro di non avere missioni per degli esterni come loro, e che comunque non può decidere lui degli uomini di un'altro comandante. Si dichiara disponibile ad inviare un messaggio ad Eliax per chiedere ad Udo licenza di inquadrare temporaneamente il gruppo a Marthel, ma a questo punto i conque mercenari rinunciano, dato che prevedono di ripartire in due giorni.
Dopo aver occupato la prima parte del pomeriggio a riprendersi dalle fatiche della precedente missione, Aaron si fa dare indicazioni per raggiungere il locale tempio di Iomedae, mentre Brita viene raggiunta al palazzo delle Ombre da una visita quantomeno inaspettata; un elfo, dall’espressione franca ed aperta e dagli occhi curiosi ed intelligenti, ha saputo della mezz’elfa che ha accompagnato un Capitano Fariah in una missione, e desidera conoscere la sua storia. L’elfo si presenta come Phyler, ed afferma di essere lo storico di Lyravvendelar, il palazzo elfico che accoglie l’ambasciata dei priminati nelle terre di Lammathar. Phyler da appuntamento a Brita il giorno seguente, nei giardini del palazzo. Il resto del gruppo ozia e girovaga per la città, fino a sera, quando i cinque si riuniscono per festeggiare il ritorno alla civiltà in un buon ristorante. La cucina è ottima, ma l’ambiente un po’ troppo formale per le Ombre, che decidono di terminare la serata nel Ghetto, il quartiere “povero” della città. In realtà il ghetto è simile ai quartieri borghesi di Eliax, e la locanda dove si fermano i cinque, “Al puledro impennato”, ha un’atmosfera molto simile al “Paiolo Fumante”. La serata termina con una mano a carte, nella quale Bolt dimostra, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che la dea bendata guarda quasi sempre dalla sua parte.

A sera i personaggi si coricano con un bottino personale di 4400 PX, sempre più vicini al passaggio di livello.

mercoledì 24 aprile 2013

Sembrava più semplice, ed invece...



I personaggi, in compagnia di Anton, si accodano al Capitano Peck ed a due dei suoi uomini, che si dirige verso la zona dei Mid-Docks del porto di Eliax all’inseguimento dell’incantatore rinnegato che viveva nelle segrete della Residenza Loch, e presumibilmente di Loch stesso; il terzo Fariah, viene spedito da Samus alla volta della Fortezza, con il compito di ordinare ad Hans, l’attendente del Capitano Fariah, l’avvio della quarantena per la residenza Loch e le segrete.
In una decina di minuti, il gruppo arriva a bussare insistentemente alla porta della Capitaneria; dopo alcuni minuti, un vecchio burocrate assonnato, con una copertina a scacchi drappeggiata intorno alle spalle, si affaccia all’uscio. Samus Peck chiede imperiosamente dove si trovi la nave del Comandante Joan Alvarez, e, dopo avere ricevuto l’informazione, parte alla volta del molo 7. Arriva al molo intorno all’1:30 del 20 Gennaio, ma la nave è già salpata. I personaggi inviati nuovamente alla Capitaneria dal Capitano Fariah, scoprono che la BellaDonna, la nave di Alvarez, è una goletta, delle più veloci che il porto di Eliax abbia mai accolto. Tra le navi all’ancora, l’unica in grado di starle dietro è l’Imperatrice, dell’armatore locale Calvin Grimes. Non appena ricevute queste notizie, Samus Peck decide di rientrare alla Fortezza per esaminare il da farsi; i personaggi saranno suoi ospiti, se lo desidereranno. La comitiva infine si separa tra le mura del castello del Signore di Eliax; i personaggi si rifocillano e si riposano, con l’eccezione di Brita, che si reca dal Capitano Peck per raccontargli quella parte del proprio passato significativa per il compito dei Fariah (la giovane mezz’elfa tace però sul dettaglio della maledizione). La fanciulla offre il proprio aiuto a Samus, ed il Capitano la ringrazia sorridendo, pregandola poi di lasciarlo, dovendo ponderare a lungo sul migliore corso d’azione.
Il gruppo si risveglia così, ristorato e riposato, alle 11:30 dello stesso giorno. Non appena fatta colazione, i personaggi sono convocati al cospetto di Harold Teyrn, comandante delle guardie citttadine; questi, su richiesta di Peck, aggiorna il sestetto sugli sviluppi. Udo è stato rilasciato, a seguito delle prove scoperte nella casa del Consigliere Loch e nelle sue segrete. Allo stesso modo, la sorveglianza è stata rimossa da Casa Delshow, ed i personaggi sono quindi liberi di rientrare alla propria sede. Infine, Teyrn dice a Brita che il Capitano Peck la attende al porto. Il gruppo quindi si separa con affetto; Anton, Aaron, Bolt, Mauriel e Ziggy ritornano a Casa Delshow, mentre la mezz’elfa si dirige verso la sperata fine della propria vendetta.
Udo accoglie i personaggi con tutto il calore che gli è proprio, ascoltando il loro racconto degli eventi dei quali non era ancora a conoscenza. Fatto questo, Aaron Bolt, Mauriel e Ziggy si allontanano verso il Paiolo Fumante per gozzovigliare, mentre Anton ed Udo restano a Casa Delshow per ragionare tra loro. Dopo una mezz’ora, si presentano alla taverna due guardie cittadine che chiedono loro di seguirli al porto, per un incontro con i Fariah.
Nel frattempo, Brita incontra il Capitano Peck, il quale la accoglie con un sorriso, e si dichiara lieto di averla con loro. La mette poi al corrente del fatto che i fuggitivi sono un gruppo numeroso, sufficiente a trucidare una pattuglia di 5 guardie cittadine, che avevano il compito di sorvegliare e bloccare le partenze. Inoltre, alcuni testimoni hanno visto al porto un uomo con le sembianze di Axel Rakos, l’incantatore, mentre nessuno dice di avere riconosciuto l’ex Consigliere Loch.
 In questo frangente arrivano le due guardie cittadine con il gruppo, il quale si domanda stupito cosa vogliano ancora i Fariah da loro; la voce di Udo, che arriva dalle loro spalle, risponde che, in fondo, sono ancora mercenari, e che un contratto è un contratto. Il Capitano dei Fariah, prevedendo una certa riottosità del gruppo a seguirlo nell’impresa, offre alle Ombre un contratto. E, per buona misura, aggiunge un premio personale ai quattro mercenari, di 50 corone a testa, più altre 50 una volta che Axel Rakos sarà stato fermato.
E così, alle 16 del 20 Gennaio, Samus Peck e tre Fariah, Brita, Aaron, Bolt, Mauriel e Ziggy si imbarcano sull’Imperatrice, sotto il comando del Capitano Gavin Bilgow, all’inseguimento della BellaDonna e di Axel Rakos.
Il naviglio incrocerà tra i cinquecento ed i mille metri dalla costa, cercando di avvistare e riconoscere vele eventualmente attraccate lungo il litorale, mentre le milizie locali delle città costiere, da Eliax a Marthel, verranno messe in allarme dai Corrieri Imperiali, di modo che, laddove la loro preda dovesse sbarcare, loro possano esserne prontamente avvertiti; le milizie cittadine avranno però l’ordine di non attaccare assolutamente l’incantatore rinnegato, ritenuto troppo pericoloso. Dopo sette giorni di navigazione, durante i quali i personaggi notano diversi segni che fanno loro pensare di essere sulla strada giusta, arriva un messaggio; alle 17:30 del 27 Gennaio, dopo una mattinata di pioggia, un piccione viaggiatore si posa sulla nave. Alla sua zampa, un messaggio dalla città di Marthel dice che la BellaDonna ha attraccato laggiù. Il Capitano Bilgow da allora l’ordine di prepararsi all’entrata in porto notturna, e dirige rapidamente verso il porto indicato; il vecchio lupo di mare sembra essere stato davvero in gamba, dai calcoli di Samus Peck risulta infatti avere recuperato più di tre ore del vantaggio di Rakos.
Sbarcati a Marthel intorno alle 23:30 del 27 Gennaio, gli inseguitori vengono a sapere dalla guardia cittadina che le persone da loro cercate hanno preso dei cavalli e sono usciti dalla città dalla Porta Nord. Peck fa lo stesso, e così l’allegra comitiva prosegue il suo inseguimento in notturna, spronando i veloci e resistenti cavalli ottenuti dai Fariah sotto il chiarore della luna piena. Alle prime luci dell’alba, il Capitano Fariah ordina una sosta di un’ora per riposare, loro ed i cavalli, per ripartire poi verso le 8:00 della mattina. Dopo un’ora, gli inseguitori scoprono che le loro prede hanno piegato a sinistra lungo un’altra strada ben battuta, e così fanno anche loro.

Alla fine della serata, l'inseguimento porta i personaggi, oltre a sapere pergettamente comerealizzare la gassa d'amante, a raggiungere i 3600 PX. Ed intanto gli inseguitori cavalcano, cavalcano...

martedì 23 aprile 2013

Capitolo 3

Nelle cronache Lammatariane, trovate il terzo capitolo, "La città dormiente". Buona lettura!

C.

mercoledì 17 aprile 2013

Gran finale?




Mentre i personaggi confabulano sul da farsi, il Capitano Peck li raggiunge con uno dei Fariah, e dice loro che il loro contratto può considerarsi concluso, e che sono liberi, se lo desiderano, di andarsene. Ordina però ai personaggi di non interferire con le loro indagini, addentrandosi nelle segrete prima che queste siano state ispezionate. I cinque personaggi, coadiuvati da Anton che nel frattempo li ha raggiunti, decidono però di restare per vedere anche loro cosa succederà. Samus, completata l’ispezione del livello delle segrete dove i personaggi hanno combattuto, sale senza indugi al livello superiore. I personaggi, dopo alcuni minuti durante i quali Bolt cerca personalmente nella scrivania della sala torture ed in alcuni cadaveri, lo seguono lungo le scale e per un corridoio,  ma vengono quasi subito bloccati da un Fariah di guardia che li prega di attendere fino a che il Capitano non darà il permesso di accedere all’area. Dopo meno di 10 minuti, Samus Peck compare alle spalle della guardia, saluta nuovamente il gruppo, dando loro il permesso di esplorare il livello, e rapidamente conduce via la guardia per proseguire la propria esplorazione.
I personaggi iniziano ad esplorare il nuovo piano delle segrete, e scoprono una struttura autosufficiente, con stanze, bagni, lavanderia, cucine, mensa e sala addestramento, in grado di ospitare una quarantina di persone.
Non vi sono comunque grandi ricchezze, ne informazioni rilevanti, e quindi il gruppo decide di proseguire, risalendo al piano soprastante.
Nel nuovo livello scoprono un ambiente più ristretto, e di maggior lusso. Trovano anche le prime porte chiuse, dietro le quali si celano degli alloggi, probabilmente per i ranghi superiori, e delle armi leggere di natura eccezionale (un pugnale ed una spada corta), che Mauriel e Brita si intascano fulminei. Proseguendo l’esplorazione del livello, i personaggi si ricongiungono al Capitano Peck, il quale li saluta nuovamente, dicendo loro che il piano dove si trovano sembra non avere sbocchi, e che stanno proseguendo nella ricerca di passaggi nascosti, visto che nelle ultime stanze non hanno trovato niente del genere. Mentre i Fariah effettuano le loro ricerche, i personaggi, con Aaron a fare da guardia, terminano l’esplorazione delle segrete, scoprendo ciò che speravano; gli alloggi di un incantatore, che Brita ipotizza poter essere quell’Alex Rakos che dieci anni prima impose su lei e sul fratello la maledizione con la quale il capo di Vendetta si assicurava la loro obbedienza. In una sala riunioni vengono rinvenute delle carte con il nome di una nave all’ancora nel porto e del suo capitano, Joan Alvarez, e nello studio vengono trovate delle pozioni e delle pergamene, ed un bacile metallico nel quale ancora fumano i resti bruciati di molti pezzi di carta e pergamena; l’alloggio privato viene nuovamente controllato dai personaggi alla ricerca di passaggi segreti, con lo stesso esito ottenuto dei Fariah.

Mentre il gruppo prosegue la propria ricerca, Anton vede che il Capitano Peck trova il passaggio segreto cercato; lo apre, e ci entra senza por tempo in mezzo. Chiamato il resto della compagnia, Aaron segue i Fariah nel passaggio segreto, sbucando in una cantina ben fornita.
Dalla cantina sale una scala, trovandosi in uno sgabuzzino, poi in una cucina, ed infine in una sala da pranzo sontuosamente arredata. Qui i personaggi si rendono conto di avere probabilmente raggiunto il piano cittadino. Nel frattempo, il Capitano Peck ed i suoi uomini ispezionano rapidamente le stanze del piano, salendo poi un’altra rampa di scale. I personaggi ne seguono le mosse, controllando anche loro le varie stanze; da quello che sembra essere il portone principale, Bolt sente arrivare rumori cittadini, e questo, insieme alle finestre che si aprono sulle varie stanze, conferma che ormai ci si trova a livello del terreno.
Salendo infine l’ultima rampa di scale, il sestetto arriva ad ispezionare quella che si rivela la zona notte del proprietario della casa, anche questa arredata riccamente; in questa zona, vi è una stanza che probabilmente è lo studio privato del proprietario, ed anche qui un bacile di metallo contiene i resti fumanti di diversi documenti bruciati. In questa stanza li attende Samus Peck, per apostrofarli con, in estrema sintesi, queste parole; “Credo sappiate anche voi a chi appartiene questa casa e che abbiate visto anche voi le prove e le informazioni qui e nelle segrete. Vi lascio la possibilità di prendervi da soli la vostra paga, con gli oggetti che queste stanze sicuramente contengono, mentre io inseguo il Consigliere. Fate in fretta, perché tra meno di 40 minuti, quest’area verrà chiusa fino alla completa eliminazione di ogni agente corruttore”.
Il gruppo, però, è ormai deciso ad essere testimone degli estremi sviluppi della vicenda, e chiede quindi di poter assistere il Capitano nel suo inseguimento.
Samus Peck acconsente, ed i nove lasciano di corsa la magione alla volta del porto.

mercoledì 20 marzo 2013

Introducing the Fariah


I personaggi decidono di attendere fino all’inizio del dibattimento contro Udo, con l’intenzione di capire cosa succederà al loro capo, e nell’attesa di costruire un piano per fare si che guardie cittadine e Moran si scontrino nelle fogne. Il giudizio prende il via intorno alla quinta ora del pomeriggio, con le dichiarazioni rituali e la presentazione dei testimoni, i quali forniscono versioni che fanno sembrare le Ombre un’accozzaglia discutibile, che ha  sempre guardato con sufficienza le leggi cittadine.


Improvvisamente, intorno alla sesta ora, fa il suo ingresso nella Camera di Giustizia Samus Peck, un Capitano dei Fariah che esercita il potere della sua Bolla di Intervento per prendere il comando della città. Come primo atto, convoca Udo ed il magistrato Sandor Lassiter per aggiornarsi sul caso. Uscendo dalla Camera diGiustizia, Mauriel tenta di seguire inosservato Zara Moran, presente al dibattimento. Quest’ultima, accortasi dell’halfling, lo affronta, intimandogli di smettere di seguirla. Il gruppo rinuncia allora a seguire la donna, ed, assecondando le preghiere di Anton, si dirige rapidamente verso la bottega di Mastro Syndar. Lì, il braccio destro di Udo mette i personaggi al corrente delle sue deduzioni; Anton ritiene che l’intervento dei Fariah sia stato causato dall’incantesimo da lui usato per inviare il messaggio mentale ricevuto dai cinque mentre venivano condotti alla cena dei Moran. Crede anche che essi fossero in città fin dall’epoca della nave scomparsa, e che quindi le loro indagini si concentreranno in quella direzione, il che implica che vorranno parlare, dopo Udo, con tutti coloro coinvolti nella faccenda, avventurieri compresi. E, visto le cose di cui sono a conoscenza, la cosa non è così auspicabile. Anton resterà nascosto da Mastro Syndar, che crede un posto sicuro, essendosi sempre assicurato che nessuno lo seguisse fino a lì, fino a che non avrà maggiori informazioni.
I personaggi decidono a questo punto di recarsi a parlare con Samus Peck, raccontandogli di aver trovato il passaggio nelle fogne mentre cercavano di fare un servigio di qualche tipo, che permettesse loro di richiedere salva la vita di Silmeric, ed offrendosi di aiutare lo stesso Peck a ritrovare quel passaggio, perché durante il combattimento erano stati costretti alla fuga da un mago. Alla fortezza vengono immediatamente riconosciuti ed accompagnati in forze al cospetto del Capitano dei Fariah, il quale, dopo avere fatto mostra di conoscerli perfettamente, ascolta la loro storia e sembra volere dare loro credito. Gentilmente, li invita a restare ospiti della Fortezza, e prende congedo. I cinque vengono affidati alle cure di Rolf, un Fariah che funge da attendente di Peck, il quale li accompagna in una camerata, indica loro l’accesso ai servizi essenziali, e prende in consegna le loro armi. Dopo circa un paio d’ore di attesa, il gruppo viene nuovamente convocato dal Capitano, il quale dice loro di accettare l’offerta che gli fanno. E così 5 Fariah, capitanati da Samus ed accompagnati da 5 mercenari delle Ombre, scendono di nuovo nelle fogne passando dalla grata di scarico dalla quale erano usciti in precedenza. Cautamente, i 10 uomini si muovono verso il passaggio segreto. Quando giungono quasi in prossimità della porta nascosta, i nostri percepiscono un lontano rumore, qualcosa di simile allo sfregamento tra due pezzi di cuoio; chiuse le lanterne, Brita sfrutta la sua visione crepuscolare per cercare di vedere cosa lo abbia prodotto, ma nulla da fare. Infine, il gruppo apre il passaggio, e si accinge ad entrare nella tana del lupo.

Tra misteri e colpi di scena, i personaggi raggiungono 2700 PX.

venerdì 8 marzo 2013

Cronache Lammatariane

Ho iniziato a romanzare le nostre sessioni di gioco; ognuna sarà un capitolo delle nostre avventure, e verrà pubblicata nella omonima pagina a fianco. Troverete solo i primi due capitoli, cercherò di aggiornare con regolarità le Cronache in modo daarrivare a pari nel giro di due mesi al massimo.
Se doveste trovare delle inesattezze, avvertitemi. Mi auguro che queste cronache siano per voi una lettura gustosa ed illuminante, a me sono comunque già state utili!

C.

mercoledì 20 febbraio 2013

Dal racconto di Brita...

Mi risvegliai supina, e la mia tempia destra pulsava, di un dolore sordo e continuo. Provai a muovermi, ma mi resi conto di essere legata mani e piedi ed imbavagliata; fu allora che la sentii. Non dimenticherò mai quella risata, finché avrò vita; bassa, gracchiante, e talmente malevola da farmi rabbrividire. Mi voltai, e vidi Marcus Jaxan, colui che si faceva chiamare V, ed il suo tirapiedi Axel Rakos, in piedi a pochi metri da me, che mi sovrastavano.
“Ben svegliata, Brita. Mi dispiace per tutto questo” disse Jaxan, ed il suo tono era quasi sincero. Con un gesto impose il silenzio all’altro, colui che aveva prodotto quell’orribile verso.
“Vedi, purtroppo non posso restare oltre a Thalmas; ho un credito da riscuotere altrove” e, dicendo questo, il suo tono si fece invece gelido e tagliente “, ma non posso andarmene lasciando dietro dei, diciamo così, debiti da saldare.”
Mentre parlava, volsi la testa per capire dove mi trovavo, e vidi mio fratello, a terra, alla mia destra; era steso a faccia in giù e legato, come me, ma non si muoveva. L’uomo che si faceva chiamare V si avvicinò a lui, e si inginocchiò.
“I Corvi Neri potrebbero crearmi dei fastidi, e così ho deciso, come dire, di morire. E Bravia mi aiuterà.”
Parlava come se stesse recitando una parte, e, mentre lo faceva, estrasse il suo pugnale dal fodero, alzò la testa di mio fratello prendendola per i capelli, e, dicendo “Addio Bravia” gli tagliò la gola.

Brita restò in silenzio per qualche secondo.

Urlai impotente con quanto fiato avevo in corpo, ma lo stretto bavaglio impedì che si sentisse più di un lamento soffocato. Fu come se il cuore mi venisse strappato a forza dal petto.
Jaxan si alzò, e fece un cenno a Rakos, il quale iniziò a spogliare il corpo di mio fratello, poi proseguì nella recita.
“Purtroppo per inscenare una morte credibile serve un corpo, e Bravia era quello che più era adatto allo scopo. Mi rattrista perdere due combattenti così abili, ma mi consola il fatto che la sua morte servirà alla causa della Vendetta.”
Jaxan continuava a parlare, mentre il suo sgherro vestiva mio fratello con gli abiti che lo stesso Jaxan usava portare come Vendetta.
“Sai, Brita, la tua perdita è quella che rimpiangerò maggiormente; perché tu sei solo una vittima degli eventi, non hai alcuna colpa, e mi hai sempre servito fedelmente. Ma so bene che il tuo cuore ti avrebbe impedito di accettare la scomparsa di Bravia senza rivoltare la città. E non posso permetterlo.”
Mio fratello era stato rivestito, e Jaxan si tolse l’anello che aveva sempre portato, un cerchio d’oro con una pietra verde incastonata, e lo mise al dito di Bravia.
Poi si diresse verso di me, e sembrava quasi commosso. Tirò fuori il coltello, e dicendo “Addio Brita” me lo affondò nel cuore.
Ero impotente ed osservavo la morte camminarmi incontro; ho sentito la lama del coltello che lentamente scavava tra le mie costole, aprendosi un varco nelle carni. Non mi sono mai chiesta perché non abbia tagliato la gola anche a me, se per follia o pietà; non mi interessa.
Mentre lentamente scivolavo nel buio, sentii qualcuno che mi sollevava, ed udii dei rumori come di vetro rotto, ed il crepitare di un fuoco. Poi più nulla.
Mi risvegliai in un sudicio letto, con la ferita fasciata alla bell’e meglio. Una coppia di anziani che viveva lungo il fiume mi aveva trovato in un’ansa, più morta che viva. Quando potei alzarmi dal letto e tornare in città, erano passati cinque giorni dalla morte di Bravia.
Da allora, non ho fatto altro che inseguire le tracce di quell’uomo, perché un giorno riuscirò a guardarlo in faccia ed a dirgli “Addio, mostro” mentre gli staccherò gli arti uno ad uno.

TaDaa!


Riassunto della sessione di ieri sera.

I personaggi seguono Anton fino alla bottega di Mastro Syndar, il quale li accoglie con piacere, affermando di non credere minimamente alla veridicità delle accuse contro le Ombre ed Udo.
Anton è molto lieto che i personaggi non abbiano fatto domande sul messaggio mentale ricevuto, e si fa raccontare cosa è successo al gruppo, venendo a sapere del passaggio segreto nelle fogne e del covo di V, ed a sua volta li aggiorna su quanto è accaduto dopo la loro discesa nel sistema fognario (vedi Piano di V), raccontando della presunta uccisione di 7 guardie cittadine da parte del gruppo di Ulrich. Dopo essersi rinfrancati con bevande generosamente offerte da Syndar, Anton conduce i personaggi al magazzino segreto delle Ombre, ove il gruppo può riarmarsi; l’incantatore offre al gruppo anche due pozioni di guarigione dalla propria scorta personale, che valgono approssimativamente 200 corone. Ritornati da Mastro Syndar, i personaggi forniscono ad Anton una falsa informazione, per mettere alla prova la sua affidabilità; affermano di avere sentito dire, nel rifugio sotto le fogne, un riferimento al fatto che il magistrato inquisitore che sta seguendo il caso delle Ombre è al soldo dell’organizzazione. Anton ringrazia il gruppo, e mentre questi finalmente si godono il meritato riposo, l’incantatore esce per indagare su quanto dettogli dai cinque.
Il gruppo si risveglia intorno alla prima ora pomeridiana del 19 Gennaio, e dedica diverso tempo a riassestarsi ed a medicare tagli e ferite dei giorni precedenti; Syndar poi provvede a rifocillarli con un semplice ma gustoso spezzatino di pollo. Durante il pranzo il gruppo viene raggiunto da Anton, il quale li ragguaglia sull’esito delle proprie indagini. Non sembrano esserci scheletri nell’armadio di Sandor Lassiter, il magistrato inquisitore incaricato del giudizio di Udo, almeno non qualcosa di cui sia immediato trovare riscontri, come giudizi affrettati o eccessivamente contrari al corpus legale imperiale. Racconta però di avere scoperto una cosa curiosa; nelle sue ricerche è riuscito a parlare brevemente con una delle guardie scampate allo scontro con Ulrich. Si tratta di un giovane non particolarmente coraggioso ne brillante, il quale racconta che quel giorno avevano ricevuto espliciti ordini dal Capitano della guardia cittadina, di pattugliare con attenzione la zona dei Northdock, i moli nord.
I personaggi decidono allora di lasciare Anton e di recarsi dal Capitano delle guardie cittadine per tendergli un tranello; gli riveleranno di avere scoperto un passaggio segreto nelle fogne, che porta al rifugio segreto della famiglia Moran. Mentre si recano alla fortezza, Mauriel nota che qualcuno sta seguendoli; cerca di ingannare l’inseguitore separandosi dal resto del gruppo, ma la persona sembra essere sparita. I cinque infine si riuniscono di fronte alla Fortezza; entrano nello spazio pubblico, seguiti dagli sguardi sospettosi delle guardie cittadine, ed ottengono con difficoltà la possibilità di parlare con Harold Teyrn, capo delle guardie cittadine. Questi ascolta quanto i personaggi hanno da dire, e, seppur non pienamente convinto della veridicità delle affermazioni del quinquetto, decide comunque che possa valere la pena sottoporre la questione al Consigliere Loch, il più acerrimo sostenitore della necessità di sradicare la piaga della corruzione dalla città. Il gruppo viene così accompagnato da Teyrn e da altre 3 guardie alla presenza del Consigliere; quasi immediatamente, Brita accusa un malore ed esce. I restanti quattro membri del gruppo vengono interrogati dal Consigliere, dopo che Teyrn lo ha informato delle vostre asserzioni. L’incontro si conclude con una proposta; la città si impegna a corrispondere ai personaggi il pagamento di una taglia di 200 corone ed a interessarsi direttamente nel giudizio di Udo, ed in cambio i personaggi si impegnano a condurre un gruppo di guardie cittadine la dove dichiarano essere il covo dei Moran, ed a supportarli in ogni maniera possibile.
Quando i personaggi escono nel cortile pubblico della Fortezza, trovano Brita che li prega di seguirli nuovamente a casa di Mastro Syndar, perché deve dire loro una cosa importante. Pur riluttanti, si recano di nuovo alla bottega e lì, al riparo da orecchie indiscrete e di nascosto dallo stesso Anton, Brita rivela il suo passato.

Alla fine di una sessione ben giocata, i personaggi raggiungono ben 2560 PX, ma restano con un grosso problema; e adesso?

giovedì 31 gennaio 2013

Finalmente a casa?



Dal diario di Anton DeVries, comandante delle Ombre, distaccamento di Eliax:
“La giornata volgeva al tramonto; per le strade ancora affollate, passanti e garzoni si affrettavano nelle ultime commissioni prima di rientrare nelle rispettive case e botteghe; nonostante la fretta degli ultimi impegni, in molti comunque si volgevano ad osservare, schifati ed impauriti, il variopinto gruppetto che percorreva i vicoli dei Mid-Dock. Due robusti uomini ne trasportano di peso un terzo, seguiti da un piccolo e svelto halfling e da una misteriosa figura femminile. Finalmente li avevo trovati!
Ci erano volute alcune ore, ma grazie ai miei contatti al porto ero venuto a sapere della loro apparizione quasi immediatamente. Mi precipitai verso i Mid-Dock il più in fretta possibile, ed arrivai in vista del Quarto ponte sul Cardelan quando finalmente li scorsi. Purtroppo non feci in tempo a raggiungerli; notai subito un gruppo di 5 figuri avvicinarsi alle loro spalle. Aaron, Mauriel e gli altri si accorsero del gruppo quando erano già sul ponte; si voltarono per affrontarli, mentre io potevo solo osservare del punto in cui mi trovavo, troppo distante per permettermi di capire cosa si stessero dicendo.”


“Buonasera, Signori”, ci apostrofò con tono beffardo uno dei 5 uomini che ci avevano raggiunti dopo averci seguito per un paio di isolati. Però, che gentili facce da patibolo, pensai.
“Buonasera!” rispondemmo in coro. Per essere precisi, io e Bolt rispondemmo buonasera, Ziggy rispose Sgrunt, Brita rispose buonasera sussurrando ed Aaron non rispose nulla, essendo svenuto. “Desiderate qualcosa?” aggiunsi in tono gentile, cercando di trasmettere loro tutta la nostra buona volontà, ma anche la nostra fretta di tornare a casa per tuffarci in una vasca piena d’acqua calda.
In tutta risposta, i cinque misero mano alle else delle loro spade, sguainando circa una spanna di lama. “Il Vecchio Moran sarebbe contento di offrirvi la cena. Seguiteci, prego…” disse sogghignando lo stesso figuro, lasciando intendere pessimi sviluppi in caso di rifiuto.