Prologo

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"L'Impero di Lammathar si erge glorioso da mille anni; datemi la vostra fedeltà, ed il nostro mondo non vedrà mai la sua caduta!"
Così sire Helmut Garth festeggiava la sua ascesa al trono nel 914, quando assunse il nome di Imperatore Connor VI. Dopo la morte del padre, il compianto Imperatore Connor V, caduto per liberare le nostre terre dai maledetti Rashii, le grandi capacità del suo primogenito aprono nuove prospettive di benessere per tutti noi.

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(Dal 12° libro del Compendio Storico - politico dell'Impero, di Gailan Shanter, consigliere di corte e Primo Incantatore)

sabato 18 maggio 2013

Martedì 14/5


La carovana dei nove viaggiatori con 4 prigionieri muove indietro alla volta di Marthel, la capitale del baronato di Nascath. La strada è ben battuta, ed il viaggio prosegue senza incidenti di rilievo per 2 giorni, durante i quali il gruppo incrocia occasionali carovane di mercanti, viaggiatori solitari e rapide staffette dei Corrieri Imperiali; tutti osservano la curiosa carovana con interesse, ma non osano fare domande, intimoriti dalla presenza dei Fariah. Durante il tragitto, Samus Peck ed i suoi tengono costantemente sotto sorveglianza i prigionieri, che restano ammanettati durante tutta la strada, e non parlano molto con i compagni di avventura; Brita riesce comunque a sapere che i prigionieri verranno caricati su due navi militari in arrivo al porto di Marthel, e condotti alla città-fortezza di Burak, a nord di Eliax lugo la costa, per essere interrogati ed infine giustiziati. Peck promette alla giovane mezz’elfa di seguire personalmente il giudizio di Bernard Loch, e di avvertirla quando verrà il momento dell’esecuzione della sentenza. La comitiva si accampa all’aperto per due notti, dietro esplicita di richiesta di Samus Peck, il quale non vuole mischiarsi con i civili e rischiare problemi di sorta. E la seconda notte, forse l’ultima passata insieme, finalmente il Capitano Fariah si concede alla passione con Brita.
Intorno alle 11:00 del 30 Gennaio, finalmente le Ombre ed i Fariah entrano nelle mura di Marthel, la Città Bianca. Quasi subito, Peck dà ordine ai 3 Fariah di scortare i prigionieri alle prigioni cittadine e di attendere alla loro custodia, e consegna ai personaggi le 50 corone a testa per il compimento della missione. Dopo avere offerto ai mercenari un passaggio sulle navi militari che arriveranno da lì a 2 giorni, si congeda dal gruppo con un sorriso per Brita. I cinque avventurieri decidono di chiedere ospitalità al ramo locale delle Ombre, e dopo aver girovagato per un’ora e mezza per le strade della capitale, arrivano ad un ricco palazzo in marmo.
Durante il giro per la città, i personaggi si accorgono che Marthel è un luogo molto diverso da Eliax; è una città viva e operosa, ma le ampie strade costeggiate da numerosi lampioni ad olio, le case di piccole e medie dimensioni, riccamente decorate con stucchi e marmi, ed il porto, pulito ed ordinato, parlano di un ritmo di vita molto più rilassato e di una opulenza decisamente maggiore. E la presenza degli elfi per le strade della città, discreta ma comunque eccezionale per uno straniero, comtribuiscono a creare un’atmosfera di irrealtà.
Dopo aver bussato al palazzo delle Ombre di Marthel, il gruppo viene ricevuto da un attendente con una divisa in velluto blu scuro, pulita e stirata. Nisko, questo il suo nome, accoglie il gruppo e li conduce alla sala da pranzo, dove i personaggi si rifocillano mentre alcuni servitori si occupano dei bagagli e della preparazione dei bagni e delle brande. Durante il loro pranzo, vengono raggiunti da Mark Lonner, il comandante delle Ombre di Marthel, che da loro il benvenuto; per soddisfare la curiosità dei personaggi, dice loro di non avere missioni per degli esterni come loro, e che comunque non può decidere lui degli uomini di un'altro comandante. Si dichiara disponibile ad inviare un messaggio ad Eliax per chiedere ad Udo licenza di inquadrare temporaneamente il gruppo a Marthel, ma a questo punto i conque mercenari rinunciano, dato che prevedono di ripartire in due giorni.
Dopo aver occupato la prima parte del pomeriggio a riprendersi dalle fatiche della precedente missione, Aaron si fa dare indicazioni per raggiungere il locale tempio di Iomedae, mentre Brita viene raggiunta al palazzo delle Ombre da una visita quantomeno inaspettata; un elfo, dall’espressione franca ed aperta e dagli occhi curiosi ed intelligenti, ha saputo della mezz’elfa che ha accompagnato un Capitano Fariah in una missione, e desidera conoscere la sua storia. L’elfo si presenta come Phyler, ed afferma di essere lo storico di Lyravvendelar, il palazzo elfico che accoglie l’ambasciata dei priminati nelle terre di Lammathar. Phyler da appuntamento a Brita il giorno seguente, nei giardini del palazzo. Il resto del gruppo ozia e girovaga per la città, fino a sera, quando i cinque si riuniscono per festeggiare il ritorno alla civiltà in un buon ristorante. La cucina è ottima, ma l’ambiente un po’ troppo formale per le Ombre, che decidono di terminare la serata nel Ghetto, il quartiere “povero” della città. In realtà il ghetto è simile ai quartieri borghesi di Eliax, e la locanda dove si fermano i cinque, “Al puledro impennato”, ha un’atmosfera molto simile al “Paiolo Fumante”. La serata termina con una mano a carte, nella quale Bolt dimostra, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che la dea bendata guarda quasi sempre dalla sua parte.

A sera i personaggi si coricano con un bottino personale di 4400 PX, sempre più vicini al passaggio di livello.

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